L’Italia dispone di una delle reti sentieristiche più estese d’Europa, con oltre 150.000 km di sentieri classificati e mantenuti principalmente dal Club Alpino Italiano e dai suoi circa 300.000 soci. La segnaletica è standardizzata a livello nazionale, ma chi si avvicina per la prima volta al trekking spesso non conosce nel dettaglio cosa significano le lettere che compaiono sulle mappe e sulle guide escursionistiche.

Il sistema di classificazione CAI

Il Club Alpino Italiano ha definito quattro categorie principali per la classificazione dei sentieri, basate sulla difficoltà tecnica e sulla preparazione richiesta:

Sigla Denominazione Descrizione sintetica
T Turistico Percorsi su carrarecce, mulattiere o larghi sentieri. Nessuna difficoltà tecnica.
E Escursionistico Sentieri con possibili tratti ripidi o su terreno irregolare. Richiede buona camminata.
EE Escursionisti Esperti Terreno impervio, presenza di roccia, nevai nella stagione estiva avanzata.
EEA Escursionisti Esperti con Attrezzatura Vie ferrate. Richiede imbrago, longe, moschettoni e caschetto.

Alcune regioni (in particolare Valle d’Aosta e Alto Adige) usano sistemi integrativi locali, ma la sigla CAI è quella riconosciuta a livello nazionale e quella che compare sulle mappe IGM.

T — Percorsi turistici

Sono percorsi adatti a chiunque abbia un minimo di allenamento alla camminata. I sentieri T comprendono strade sterrate, mulattiere storiche e larghe carrarecce. Non richiedono equipaggiamento tecnico specifico, anche se scarpe chiuse con suola antiscivolo restano sempre raccomandate.

Esempi tipici: i percorsi tra i borghi della Cinque Terre, i lungolago del Lago Maggiore o molti tratti delle vie francigene.

E — Sentieri escursionistici

La categoria E è quella più rappresentata nella rete CAI. Include sentieri ben tracciati e segnalati con i segni biancorossi caratteristici, ma con possibili tratti su terreno irregolare, pendii erbosi o brevi passaggi su roccia non esposta.

La preparazione fisica richiesta è quella di chi cammina regolarmente. Non sono necessarie tecniche alpinistiche, ma la capacità di affrontare dislivelli di 600-1.000 m in salita senza difficoltà. Scarponi con caviglia alta sono consigliati per proteggere dalle torsioni su terreno sconnesso.

Esempi: la maggior parte dei percorsi sui Monti Sibillini, molti sentieri dell’Appennino tosco-emiliano, i percorsi delle Dolomiti tra fondovalle e rifugi.

EE — Sentieri per escursionisti esperti

I sentieri EE si trovano tipicamente in alta montagna, spesso sopra i 2.000 m, con tratti su roccia, ghiaioni, nevai residui nel periodo estivo avanzato e possibili passaggi esposti dove la perdita di equilibrio avrebbe conseguenze serie. Non richiedono corde o imbrago, ma presuppongono:

  • Buon senso dell’equilibrio su terreno irregolare e inclinato.
  • Capacità di valutare le condizioni meteo e di rinunciare se necessario.
  • Scarponi da montagna con suola rigida, non scarpe da trekking leggere.
  • Ramponi leggeri o ramponcini da neve nella stagione primaverile o in caso di neve residua.

Esempi: la Ferrata delle Trincee sul Monte Pasubio (la parte non attrezzata), il Gran Tour del Cervino, molti sentieri di alta quota delle Alpi Cozie.

EEA — Vie ferrate

Le vie ferrate sono percorsi attrezzati con cavi fissi, pioli metallici e scale ancorate alla roccia. Permettono di percorrere pareti che altrimenti richiederebbero competenze alpinistiche. La segnaletica EEA non garantisce però l’assenza di rischi: una caduta su una ferrata senza imbrago e longe dinamica può essere fatale.

L’equipaggiamento minimo obbligatorio per le vie ferrate comprende:

  • Imbrago da ferrata (non un semplice imbrago da arrampicata, perché deve ammortizzare cadute dinamiche).
  • Set da ferrata con due longe a Y e dissipatore di energia (deve essere certificato EN 958).
  • Caschetto da arrampicata o alpinismo (non da bicicletta).
  • Guanti tecnici per proteggere i palmi dai cavi metallici.

Prima di affrontare una ferrata classificata “difficile” o “molto difficile” (la maggior parte hanno anche un’ulteriore scala interna F/MD/D/TD/ED), è utile avere già esperienza su ferrate facili o intermedie.

La segnaletica sul campo

I sentieri CAI sono identificati da due sistemi di marcatura:

  • Segni biancorossi: strisce di colore bianco e rosso dipinte direttamente su rocce, alberi o pali. Sono il segnale base di continuità del sentiero.
  • Paletti e cartelli direzionali: indicano distanze e tempi di percorrenza verso le destinazioni principali (rifugi, cime, valichi). I tempi sono calcolati su passo medio, senza soste, e variano significativamente in base alla preparazione fisica.
  • Numero del sentiero: ogni sentiero CAI ha un numero identificativo che compare sia sui cartelli che sulle mappe. Questo numero è essenziale per comunicare la propria posizione in caso di soccorso.

Come scegliere il sentiero giusto

La classificazione è uno strumento utile ma non esaustivo. Due sentieri della stessa categoria possono essere molto diversi in termini di fatica complessiva. I parametri da considerare insieme alla sigla:

  • Dislivello totale: 600 m D+ su sentiero E richiede circa 3-4 ore di salita per un escursionista allenato. 1.500 m D+ raddoppia il tempo e la fatica.
  • Quota massima: sopra i 2.500 m, la quota influisce sulla capacità aerobica anche in persone allenate. Il mal di montagna acuto può manifestarsi già a 2.500 m in soggetti non acclimatati.
  • Esposizione: un sentiero E esposto (con vista sul vuoto e bordo non protetto) può essere psicologicamente molto più impegnativo di un EE su terreno chiuso.
  • Condizioni stagionali: un sentiero E in estate può diventare EE o impraticabile in primavera, quando i nevai coprono la traccia.

Il portale CAI e le applicazioni come Kompass o Wikiloc (con filtro per difficoltà) permettono di consultare recensioni recenti e fotografie del percorso nelle settimane precedenti all’escursione prevista.

Pian delle Betulle, Casargo, Valsassina, Lecco — paesaggio alpino con prato e bosco
Pian delle Betulle, Casargo, Valsassina (Lecco) — esempio di percorso T/E in ambiente alpino. Fonte: Wikimedia Commons, CC BY 4.0.

Dove trovare informazioni aggiornate sui sentieri

Prima di partire, le fonti più affidabili per verificare le condizioni dei sentieri sono:

  • Le sezioni locali del CAI: spesso pubblicano aggiornamenti settimanali sullo stato dei sentieri, specialmente in primavera e in caso di eventi meteo rilevanti.
  • Il Portale Escursionistico Regionale: molte regioni (Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Veneto) hanno portali geografici con i tracciati GPS scaricabili e le condizioni aggiornate.
  • Il CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico): pubblica avvisi di chiusura temporanea dei sentieri dopo frane, alluvioni o eventi di piena.